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| Abracciaperte |
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| Scritto da Administrator |
| Giovedì 05 Agosto 2010 23:44 |
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Quando ci scambiamo gli auguri possiamo esprimere presenza, gioia e incoraggiamento, oppure auspicare che una situazione ne-gativa cambi, per esempio che ritorni la salute a una persona ammalata. Molti lavoratori che hanno perso il lavoro, immigrati e italiani, quest’anno non potranno partecipare alla festa delle luci e dei regali come tutti gli altri. Saranno costretti a chiedere aiuto anche solo per procurarsi da mangiare. Certamente nessuno vuole vivere di elemosina, ma tutti vogliamo vivere dignitosamente del nostro lavoro. Il primo augurio che oggi ci dobbiamo scambiare: un impegno di solidarietà e di condivisione perché tutti abbiano un posto di lavoro, o un adeguato sostegno economico. Gli auguri esprimono anche l’auspicio che qualcosa cambi: è il clima di rifiuto, di esclusione e di espulsione dei più poveri. Questo clima è favorito anche da leggi differenziate per chi non è italiano e dal comportamento di Sindaci che hanno assunto il compito di epuratori con ordinanze al di là della legge. Qualcuno sta servendosi anche di simboli religiosi, quali il crocifisso, non per evocare fratellanza e solidarietà, ma solamente per marcare l’identità culturale contro chi è di altra religione e di altra cultura. Si verificano quasi quotidianamente episodi di razzismo, cui stiamo gradualmente abituandoci. Rivolgiamo un augurio anche a noi stessi, italiani e immigrati senza distinzione: abbiamo bisogno gli uni degli altri, per darci reciproca-mente fiducia nell’affrontare e risolvere i problemi insieme e far e-mergere la nostra umanità e il nostro senso di responsabilità sempre e dovunque, soprattutto nelle inevitabili situazioni di conflitto. Auguri di buon lavoro a tutti e auguri di condivisione e di festa. Buon anno nuovo! DATI SU CUI RIFLETTERE (*) I disoccupati sono arrivati a 3.000.000, pari al 12% Il Governo sostiene che non ci sono soldi sufficienti per garantire a tutti un minimo vitale come avviene in altri paesi europei; Tremonti sostiene però che c’è un’Italia che tiene bene. Infatti: “Miliardari più ricchi nonostante la crisi” (Il Mattino di Padova 23.12.2009, pag. 18, di G. Furini). Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri! Non sarebbe meglio per tutti più solidarietà ed equità sociale in questo nostro Paese? (*) Dati Caritas e Ires-Cgil SEGRETERIA: Beati i costruttori di pace |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 21:49 |
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