RESPONSABILITA’
Siamo stati per quattro giorni incollati ad internet, sui siti dell'azienda elettrica di Tokio (la TEPCO), su varie agenzie giapponesi (tipo Daily-Yamiuri), su quello della World Nuclear Association e sul sito dell'Agenzia Atomica Internazionale. Preoccupati per lo spaventoso cataclisma che ha colpito il Giappone e per i suoi effetti su ciò che l'uomo ha creato.
Le notizie delle due centrali di Fukusima (Daichi e Daini), sono arrivate a spizzichi e bocconi: sul nucleare la linea seguita è da sempre quella di minimizzare e tranquillizzare; le evoluzioni sono sempre annunciate a posteriori.
Così all'inizio tutto sembrava a posto con i reattori regolarmente spenti e sotto controllo, poi si è saputo che i soliti generatori si erano bloccati ed è iniziata la solita via crucis degli impianti di raffreddamento. Perchè un reattore è paragonabile alla caldaia di un normale gruppo termoelettrico con una differenza fondamentale: se in quest'ultima si chiude il flusso del combustibile (carbone, metano o olio combustibile che sia), la caldaia si spegne; un reattore invece ha il combustibile dentro di sè e anche se la reazione viene spenta inserendo le apposite barre stabilizzatrici, continua a produrre calore e se non si continua a raffreddarlo può fondere. Tanto per capirli le stesse barre di combustibile esaurito, una volta tolte dal reattore rimangono per anni immerse nelle piscine prima di essere trattate.
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 15 giugno 2011  Referendum Tanti sì. Il risultato dei referendum per me più che una sorpresa è una scoperta.Non ha retto nessuno degli schemi abituali della politica. È un risultato che taglia trasversalmente tutta la società e tutte le appartenenze. Non è la vittoria di qualcuno, neanche dei movimenti promotori. È la scelta cosciente e libera della maggioranza degli italiani per un orientamento nuovo non solo della politica, ma anche del sistema di vita individuale e comunitario. |
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