Il mandante: l'assassinio del Cristo secondo Giovanni

14/03/2008 - 21:00
16/03/2008 - 14:00
Etc/GMT
Convegno con fra' Alberto Maggi dell’Ordine dei Servi di Maria, direttore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» di Montefano (MC).
Sala Petrarca del Multisala Pio X - Via Bonporti 22 - Padova
  • Venerdì 14 Marzo

Ore 21.00 – 22.30:
L’arresto di Gesù, uomo pericoloso (Gv 18,28-40; 189,1-11)

Ore 22.30 – 23.00:
MappaMundi: Atto unico da “Nostra signora degli eretici”

  • Sabato 15 Marzo
Ore 9.30 – 12.30:
I due tradimenti di Pietro (Gv 18,15-27)
Gesù e Pilato. Il giudice e l’accusato (Gv 18,28-40; 19,1-11)

Ore 15.00 – 17.30:
Il peccato che toglie l’agnello dal mondo (Gv 19,12-16)
Il trofeo della croce (Gv 19,17-27)

  • Domenica 16 Marzo

Ore 10.00 – 13.00: Il funerale e le nozze (Gv 19,28-42)

La sala è in centro città nei pressi della cattedrale. Sabato sarà possibile usufruire della mensa per il pranzo. Domenica si concluderà con la celebrazione eucaristica. Per informazioni e ospitalità, telefonare alla segreteria di Beati i costruttori di pace al numero 049/8070522.
Le trascrizioni di alcune conferenze sono disponibili sul sito
www.studibiblici.it.

Gesù non è morto perché questa era la volontà di Dio, ma la convenienza del sommo sacerdote.
In una drammatica seduta del Sinedrio, dove i capi religiosi si rendono conto del pericolo che Gesù significa per le sacre istituzioni da loro rappresentate (“Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui…”, Gv 11,47), Caifa prende la decisione: “Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo e non vada in rovina la nazione intera?” (Gv 11,49-50).
Il sommo sacerdote ha capito che lasciare in vita Gesù significa la distruzione di tutto quell’apparato religioso che alla casta sacerdotale da lui presieduta dona prestigio e potere.
Caifa ha compreso che Gesù non è un riformatore delle istituzioni religiose, che il Cristo non è venuto a riformare l’apparato religioso, ma ad abolirlo. Il nuovo rapporto che Gesù, l’uomo-Dio, viene a proporre con il Padre, è infatti diretto e non ha bisogno di alcuna mediazione. Ogni uomo, qualunque sia la sua condizione o condotta può rivolgersi direttamente a Dio, a un Padre che desidera solo comunicare il suo amore a tutti gli uomini, fondersi con loro per donare essi la sua stessa condizione divina.
In questa nuova relazione non solo non c’è alcun bisogno delle storiche mediazioni create dalla religione (tempio, culto, legge, sacerdozio), ma queste diventano degli ostacoli inutili e nocivi che si frappongono tra il Padre e l’uomo, impedendogli di accogliere la pienezza del suo amore. E Gesù sarà eliminato.
Ma quello che era il progetto di Dio sull’umanità, che ogni uomo diventasse suo figlio, è per le massime autorità religiose un crimine che va punito con la morte: “Per questo i Giudei cercavano ancora più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio” (Gv 5,18).

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