La sala è in centro città nei pressi della cattedrale. Sabato sarà possibile usufruire della mensa per il pranzo. Domenica si concluderà con la celebrazione eucaristica. Per informazioni e ospitalità, telefonare alla segreteria di Beati i costruttori di pace al numero 049/8070522.
Le trascrizioni di alcune conferenze sono disponibili sul sito www.studibiblici.it.
Gesù non è morto perché questa era la volontà di Dio, ma la convenienza del sommo sacerdote.
In una drammatica seduta del Sinedrio, dove i capi religiosi si rendono
conto del pericolo che Gesù significa per le sacre istituzioni da loro
rappresentate (“Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui…”, Gv 11,47), Caifa prende la decisione: “Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo e non vada in rovina la nazione intera?” (Gv 11,49-50).
Il sommo sacerdote ha capito che lasciare in vita Gesù significa la
distruzione di tutto quell’apparato religioso che alla casta
sacerdotale da lui presieduta dona prestigio e potere.
Caifa ha compreso che Gesù non è un riformatore delle istituzioni
religiose, che il Cristo non è venuto a riformare l’apparato religioso,
ma ad abolirlo. Il nuovo rapporto che Gesù, l’uomo-Dio, viene a
proporre con il Padre, è infatti diretto e non ha bisogno di alcuna
mediazione. Ogni uomo, qualunque sia la sua condizione o condotta può
rivolgersi direttamente a Dio, a un Padre che desidera solo comunicare
il suo amore a tutti gli uomini, fondersi con loro per donare essi la
sua stessa condizione divina.
In questa nuova relazione non solo non c’è alcun bisogno delle storiche
mediazioni create dalla religione (tempio, culto, legge, sacerdozio),
ma queste diventano degli ostacoli inutili e nocivi che si frappongono
tra il Padre e l’uomo, impedendogli di accogliere la pienezza del suo
amore. E Gesù sarà eliminato.
Ma quello che era il progetto di Dio sull’umanità, che ogni uomo
diventasse suo figlio, è per le massime autorità religiose un crimine
che va punito con la morte: “Per questo i Giudei cercavano ancora
più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava
Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio” (Gv 5,18).
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| locandinamandante.pdf | 770.17 KB |
| depliant_mandante.pdf | 1.61 MB |