L'Africa non è in vendita!

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Questa pagina è dedicata alla campagna "L'Africa non è in vendita!", campagna incentrata sugli Accordi di Partenariato Economico, noti con l’acronimo inglese EPA, che i 27 paesi dell’Unione europea stanno negoziando con 76 paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico.

La decisione di rivoluzionare i rapporti che legavano questi paesi all’Unione europea, è stata presa nella seconda decade degli anni ’90, allo scadere della IV Convenzione di Lomé. L’Accordo di Cotonou stabilisce che a partire dal gennaio 2008 le relazioni commerciali fra i due blocchi siano regolate da questi nuovi accordi di libero scambio.E qui iniziano i problemi, perché le precedenti convenzioni si basavano sul concetto di “non reciprocità”, ovvero, non prevedevano che le “concessioni” europee fossero contraccambiate da parte dei paesi ACP, inoltre contemplavano una parte rilevante di aiuti allo sviluppo.

Con gli EPA la musica è ben diversa poiché si tratta di accordi di libero scambio che, per loro natura, prevedono che le concessioni siano reciproche e che l’apertura dei mercati sia “sostanzialmente totale”. L’Europa chiede di liberalizzare non solo il mercato delle merci, ma anche quello dei servizi, degli investimenti e degli appalti pubblici e vuole nuove regole sulla concorrenza e la difesa dei diritti di proprietà intellettuale.

Il nocciolo del problema è che a Cotonou, nel 2000 si scrisse che il partenariato aveva come obiettivo quello di “promuovere e accelerare lo sviluppo economico, culturale e sociale degli Stati ACP”, sottolineando “come fine principale la riduzione e infine l'eliminazione della povertà”, ma si individuò uno strumento, quello degli accordi “free trade”, totalmente inadatto allo scopo.L’UE sostiene che non vi sono alternative e i negoziati vanno chiusi entro il 2007, poiché a fine anno scade una deroga alle regole WTO, negoziata a Doha nel 2001; ma contemporaneamente fa pressioni per negoziare temi che nell’agenda WTO sono stati eliminati da quattro anni.La nostra ministra al commercio estero, Emma Bonino, è intervenuta sulla stampa per sostenere la posizione della Commissione europea affermando che i nuovi EPA “sono un tentativo di affrontare il tema del sottosviluppo con un approccio diverso”. Ma come si può definire diverso un approccio che è attualmente in crisi?

Diversi studi concordano nel mettere in guardia i paesi ACP dal rischio degli EPA, giungendo alla medesima conclusione: le esportazioni delle imprese europee risulteranno le maggiori beneficiarie degli EPA. Si prevede invece una diminuzione del già scarso commercio intra-africano, la prematura chiusura di diversi settori industriali, la crisi di quello agricolo con l’aumento della disoccupazione sia nell’industria che nell’agricoltura.

 

 

Luglio 2007: Gli EPA minacciano il diritto al cibo dei contadini del Ghana!
Comunicato di FIAN International, FIAN Ghana e SEND Foundation of West Africa.

Per seguire l'evoluzione dei negoziati potete consultare le newsletter nell'apposita sezione

 

E' disponibile un kit informativo composto dai seguenti materiali:

Scheda Africa

Scheda Agricoltura

Scheda cotone

Scheda Servizi

Scheda Investimenti

Scheda TRIPS

Approfondimento completo sui rischi degli EPA

Poster: 01 02 03 04 05

(Per scaricarli clicchare sul link oppure premere il tasto destro del mouse e selezionare "Salva")
Per avere una versione stampata del kit scrivere a roberto [at] beati [dot] org (al prezzo di 1€).

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