La nostra presenza qui fuori, oggi 6 agosto 2005, vuole ricordare la tragedia del bombardamento di Hiroshima, ma soprattutto vuole sottolineare l'impegno a far mettere al bando tutte le armi atomiche. Vorremmo che voi, in quanto cittadini italiani, vi uniste a noi nel ristabilire la legalità nel Paese.
Quando l'Italia aderì al Trattato di Non-Proliferazione Nucleare si impegnò a non accettare mai di ospitare sul proprio territorio armi atomiche (Art. II). Sappiamo invece che non solo questo aeroporto custodisce bombe atomiche B-61 ma, fatto ancora più grave, che a voi, militari italiani, è affidato il compito di trasportare queste bombe sugli aerei che pilotate.
Quando prestate giuramento di fedeltà, sapete anche che esiste per ogni soldato l'obbligo a non obbedire ad ordini illegali. Si tratta di un fondamento dei codici militari, reso universale dai giuristi che prepararono i processi di Norimberga: il fatto di eseguire un ordine non costituisce giustificazione per chi compie azioni criminali. E' il principio della responsabilità individuale. E la bomba atomica è crimine, come ha ricordato al mondo la Corte Internazionale di Giustizia l'8 luglio 1996: le armi nucleari sono illegali ed immorali e gli Stati hanno l'obbligo di negoziare per giungere ad un disarmo nucleare totale e globale.
L'obbligo a rifiutare ordini illegali non si applica soltanto nelle dittature. Anche in uno Stato democratico ciò che è legale può essere determinato dalle limitazioni poste dal diritto internazionale. Voi ci direte, "le bombe sono qui perché il Parlamento non ha imposto al Governo di rifiutarle, quindi noi siamo nella legalità". Sempre più, invece, il diritto internazionale dovrà prevalere sugli interessi nazionali di turno per garantire i diritti dei popoli. E i movimenti di popolo, che spesso partono con le azioni di pochi uomini e donne che agiscono secondo coscienza, sono determinanti nel formarlo.
In tutto il mondo sono tanti i militari di professione che hanno denunciato l'immoralità e l'illegalità delle armi atomiche. Il Generale Eisenhower, per esempio, insieme all'Ammiraglio Nimitz ed altri comandanti della II Guerra Mondiale, implorò il Presidente Truman di non utilizzarla per bombardare Hiroshima e poi Nagasaki. Il Generale Omar Bradley, che vide di persona le conseguenze dei bombardamenti sulle città giapponesi, dichiarò allarmato: "In tecnologia nucleare siamo dei giganti, ma sul piano dell'etica siamo analfabeti; viviamo in un mondo che ha sviluppato una scienza priva di saggezza, un potere privo di coscienza. Abbiamo svelato il mistero dell'atomo ma abbiamo dimenticato la lezione delle Beatitudini. Sappiamo infinitamente più sulla guerra che sulla pace, conosciamo meglio la morte che la vita."
Robert McNamara, ex Ministro della Difesa, ha scritto tre mesi fa: "Descriverei la dottrina nucleare attuale degli Stati Uniti come illegale, immorale, non necessaria militarmente e terribilmente pericolosa."
Forse, nelle vostre esercitazioni con le bombe sui Tornado, vi direte che "tanto, non succederà mai di doverle usare." Invece, vi chiediamo di riflettere sul fatto che la stessa minaccia dell'uso della bomba atomica è illegale secondo il Trattato di Non-Proliferazione Nucleare e secondo la Corte Internazionale di Giustizia che ha dichiarato: "se l'uso di tali armi è contrario al diritto internazionale umanitario, anche la minaccia dell'uso di tali armi sarà illegale." Crediamo che non fosse questo l'impegno che volevate assumervi nel dedicare la vita alla difesa delle italiane e degli italiani.
La situazione internazionale sta peggiorando. Le potenze nucleari lavorano per eliminare il tabù delle bombe atomiche. Si stanno aumentando i finanziamenti per la ricerca, la sperimentazione di nuove bombe più maneggevoli, e quindi utilizzabili. La corsa al riarmo è partita. Corea del Nord, Iran, come anche Israele, India e Pakistan, fanno di tutto per equipararsi alle grandi potenze, su politiche di guerra e non di pace. Ma la popolazione mondiale, in stragrande maggioranza, chiede che questi ordigni vengano messi al bando per sempre. Anche voi, insieme alle vostre famiglie, fate parte di questa umanità.
Ci sono molti altri militari nel mondo che fanno scelte di coscienza. Sono queste le migliori azioni di difesa del proprio Paese. Ricordiamo l'affermazione di Gandhi, due anni dopo le bombe su Hiroshima e Nagasaki. "Quelle bombe atomiche hanno distrutto migliaia di vite umane in Giappone. E' troppo presto per dirlo adesso, ma temo che potrebbero aver distrutto anche l'anima della nazione che le ha usate."
Affinché si faccia un passo verso una ritrovata comune umanità, vorremmo avervi al nostro fianco. Non abbiamo la pretesa che ci diate oggi una risposta, ma sappiamo che dobbiamo e possiamo trovare la strada insieme.
Per questo vorremmo incontrarvi e parlarvi.
Ghedi, 6 agosto 2005
"Beati i Costruttori di Pace"
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