Difficile star dietro ai meeting (tutti informali!), agli incontri regionali, ai congressi organizzati dai gruppi di pressione ed agli incontri bilaterali fra i 142 Paesi aderenti alla WTO. Ci proviamo.
MEXICO CITY
Avevamo già dato notizia dell'incontro tenutosi a porte chiuse a Mexico City (31 agosto-1 settembre) fra 18 paesi chiave della WTO. Pochissimi i commenti trapelati. Il Commissario euorpeo, Pascal Lamy, lo ha definito "soddisfacente", la sua controparte americana, Robert Zoellick, ha detto che "siamo sulla strada giusta", unico commento negativo quello del rappresentante svizzero; per il resto silenzio assoluto.
GINEVRA
Il 4 settembre c'è stato un incontro informale a Ginevra con tutti i 142 paesi membri; Stuart Robinson, presidente del General Council ha annunciato che entro la fine di settembre consegnerà a tutti un bozza della dichiarazione ministeriale per Doha. Questo annuncio da un lato segnala che ancora si è lontani da una versione condivisa, ma dall'altro indica che questa volta, rispetto a due anni fa quando nessuno si prese questa responsabilità e ci si trovò con una bozza che altro non era che un interminabile elenco di tutte le richieste dei paesi membri, questa volta si arriverà con un testo più decente.
Sempre il 4 settembre, sul Financial Times è comparso un interessante articolo sull'incontro in Qatar. In sostanza, si dice:
che il pocker di paesi leader (ma fino a quando?) deve definire un pacchetto di concessioni relative alle implementationi (degli accordi esistenti) prima di Doha, altrimenti i paesi in via di sviluppo (pvs) avranno tutto il diritto di non credere alle promesse di un "delopment round" che sia a loro favore.
Che è inutile che l'Unione Europea continui a dire che nuovi accordi su investimenti e concorrenza sia a favore dei pvs, visto che questi non ci credono.
Che l''Accordo sull'agricoltura (AoA) è uno dei punti fondamentali del contendere e per molti paesi è l'unico motivo per accettare di avviare un nuovo round.
L'articolo è interessante non solo perché rivela cose che tutti sanno ma che si evitano di dire negli ambienti ufficiali ma anche perché è scritto da Peter Sutherland, ex direttore del GATT/WTO dal 1993 al 1995.
PUNTA DEL ESTE
Dal 3 al 5 settembre c'è stato il vertice dei 18 paesi che compongono il Cairns Group (si tratta dei maggiori esportatori di prodotti agricoli). Ospite l'americano Robert Zoellick.
L'incontro si è svolto niente po po di meno che a Punta del Este, in Uruguay, proprio dove 15 anni orsono avvenne l'avvio dell'Uruguay Round (da qui il suo nome). Il comunicato finale riafferma che l'AoA sarà un punto fondamentale a Doha e che tale conferenza dovrà esprimere:
1) un chiaro impegno a terminare la disciminazione contro questo settore e una sua piena integrazione nelle regole della WTO;
2) un chiaro impegno per raggiungere una riforma del commercio agricolo eliminando ogni forma di sussidi all'esportazione, un sostanziale progresso dell'accesso al mercato e una sostanziale riduzione dei sostegni agricoli, compresa l'eliminazione di forme di sostegno alla produzione ed alla commercializzazione.
3) Questi tre punti dovranno essere i tre pilastri su cui si dovrà lavorare.
Il comunicato indica anche l'importanza di accordare un trattamento speciale e differenzaito per i pvs ed afferma che i negoziati dovranno avvenire secondo un calendario ed un sistema di verifica che ne faciliti lo svolgimento.
Il testo sottolinea la necessità di accellerare i tempi, considerando che nel 2003 scadrà la cosiddetta Peace clause, ovvero la clausola che evita vi siano contese giuridiche legate ai sussidi in agricoltura. Senza di essa, un paese potrebbe far causa ad un altro per eventuali sussidi che riterrebbe non conformi all'Accordo sulle sovvenzioni e sulle misure compensative. (il testo ufficiale del comunicato è a uesto indirizzo: http://www.cairnsgroup.org/meetings/min22_communique.html)
BRUGES
Il 6/7 settembre c'è stato l'incontro dei ministri europei, a Bruges, con un piccolo contorno di manifestanti; non ci sono stati scontri e si è svolto un incontro fra di essi ed il ministro belga per il commercio estero.
Per l'Italia ha partecipato il viceministro Adolfo Urso, poiché nell'attuale governo l'ex ministero per il commercio estero (per capirci quello di Letta e prima di Fassino) è stato accorpato in quello delle Attività produttive, guidato da Antonio Marzano. Pascal Lamy ha riferito della situazione a due mesi da Doha, e si è detto ottimista sulle possibilità di riuscita di quanto fallì nel precedente vertice WTO. Il mandato UE per Doha è infatti lo stesso di due anni orsono, (al riguardo sarebbe interessante leggere i commenti dopo il fiasco del '99).
Lamy ha anche annunciato un incontro con la cosiddetta società civile, incontro programmato per il 18 settembre a Bruxelles.
Dei commenti riportati dalle agenzie di stampa, l'unico a discostarsi dagli altri è quello del francese Francois Huwaert, (ministro per il comemrcio), che ha dichiarato che nulla è cambiato da Seattle in poi e che perciò occorre essere pronti anche ad un esito negativo del vertice. A sorpesa la Francia ha addirittura accennato alla possibilità di ritardare di un anno l'avvio dei negoziati, proposta che alcuni giustificano con le elezioni presidenziali che si svolgeranno nel maggio del prossimo anno, altri invece mettono in relazione alla sensibilità del governo Jospin alle preoccupazioni dei movimenti contrari alla liberalizzazione dei mercati.
ANCORA QATAR
Quanti saranno a Doha per il prossimo vertice?
Avevamo riferito di più di 400 rappresentanti di Organizzazioni non governative (ma si calcola che meno di 200 saranno i rappresentanti di ONG "vere"), ma il numero totale dei delegati, come ha rifertio Mike Moore, sarà di 4.400. La cifra non è frutto di strane alchimie ma è data dal numero di posti letto disponibili, Moore ha confermato che il visto d'ingresso sarà accordato a chi dimostrerà di avere un posto letto!
ASEM
Il Commissario Europeo, Lamy, dal 10 al 14 è invece in Asia per partecipare al terzo meeting fra Asia ed Europa, ad Hanoi in Vietnam.
Anche lì perorerà la cusa del lancio di un nuovo round in Qatar. In una dichiarazione da Hanoi, Lamy ha parlato della necessità di flessibilità da parte di tutti, il ministro Adisai Bodharamik ha risposto di "essere contento di sentire questa parola... ma che occorre entrare nei dettagli per capire cosa significa "flessibilità".