TradeWatch Newsletter n° 1

Sentenza Amianto (UE(Francia)-Canada)

Come già segnalato in un precedente messaggio, l'OMC, nella sua sorprendente sentenza del 18 Settembre, ha difeso il bando francese sull'amianto. Allo stupore iniziale è però sopraggiunta qualche considerazione che rende meno eccitante la notizia. Analizzando la sentenza si legge che le regole OMC sono molto chiare rispetto al principio di non discriminazione (GATT Article III:4), è anche chiaro che la Francia è stata neutrale nella sua decisione perchè non ha chiuso la porta solo al Canada, ma a tutti i paesi produttori di pannelli di calcestruzzo contenente amianto, ma la Francia non ha messo al bando prodotti "domestici" fatti per lo stesso scopo. Questo è il motivo per cui la Francia ha comunque violato le regole. Poi siccome è così evidente che l'amianto è cancerogeno che il bando francese è stato accettato. Cosa significa tutto questo ? Che prodotti con amianto e senza amianto sono per l'OMC la stessa cosa! Sono parificati, perciò se si mette al bando un prodotto che fa male bisogna mettere al bando anche i "like product" (i prodotti simili) tanto per usare la terminologia della sentenza. E se la pericolosità della sostanza in questione non è così scientificamente provata come per l'amianto ... vi lasciamo immaginare quale sarà il giudizio della "magistratura" OMC. Un commento interessante è a questo indirizzo: http://www.field.org.uk/fieldmain/press.htm

Proprietà intellettuali

I paesi membri dell'OMC continuano a litigare sull'articolo 27.3(b) (brevettabilità delle varietà vegetali) e sulla revisione dell'accordo TRIPs. Nel meeting svoltosi il 21-22 settembre si è discusso anche delle indicazioni geografiche, tema che interessa a parecchi Stati. Relativamente all'art.27.3(b), India, African Group e USA hanno presentato dei documenti. I primi due testi invitano a tenere in considerazione i temi della biodiversità, della conoscenza popolare, dei diritti degli agricoltori a scambiarsi le sementi, e l'eticità della brevettazione delle forme viventi. Il documento USA è più tecnico e sostiene che se ci deve essere una condivisione dei benefici, questa deve avvenire nella fase iniziale di quella che chiamano "esplorazione biologica" e non dopo che sono state fatte nuove scoperte. I paesi in via di sviluppo, nelle loro indicazioni, pongono il problema di come armonizzare il TRIPs con la convenzione ONU sulla biodiversità, e questo è un problema estremamente importante perchè significa stabilire se quest'ultima deve rimanere una bella dichiarazione di principio, mentre nella pratica è il TRIPs che fa testo (cosa espressa senza pudori da tempo dalla Camera di Commercio Internazionale) oppure no. Le due posizioni estreme sono espresse da un lato dall'African Group che chiede che il TRIPS non si occupi di forme viventi (cioè niente obbligo di brevettabilità su di esse), dall'altro gli USA che vogliono parlare solo di procedure tecniche, cioè di come i sistemi "sui generis" di regolazione dei brevetti debbano essere fatti. L'altro tema di maggior discussione è stato quello dei nomi che contengono precise indicazioni geografiche, attualmente previste per vino ed alcolici (nell'articolo 23), ma che l'art. 24 prevede che si proceda nelle trattative per assicurare la stessa protezione ad altri prodotti. Molti paesi (Svizzera, Bulgaria, Repubblica Ceca, Islanda, India, Liechtenstein, Slovenia, Sri Lanka, Turchia) sostengono una discussione globale sui nuovi prodotti da considerare, ma Nuova Zelanda, Australia, USA, Canada e altri non condividono di avviare negoziazioni su questo tema e per frenare dicono che vanno prima studiati in dettaglio gli effetti su vini e alcolici. Chak Mun See (Singapore), che presiede il TRIP Council, ha deciso di fare un giro di consultazione dei paesi membri sottintendendo la possibilità di un meeting informale nel mese di ottobre. Infine, all'ordine del giorno, c'era anche la decisone se ammettere come osservatore il segretariato della convenzione ONU sulla biodiversità, ed ovviamente non si è deciso nulla perchè la sua ammissione significherebbe ammettere che questo testo e il TRIPs non vanno d'accordo e che qualche cosa bisogna fare. Anche questa volta gli USA sono stati in prima fila, del resto loro, la convenzione sulla biodiversità mica l'hanno firmata!

Trattative agricole

In vista degli ultimi due giorni di negoziazione sull'agricoltura (28-29 settembre). Il 19 settembre l'Unione Europea ha diffuso un documento che sembra un segnale importante per dire che i tempi stanno maturando per discutere di riduzione di "export refunds" rimborsi sulle esportazioni del suo settore agricolo. A questa apertura ovviamente corrispondono delle condizioni, come ha detto il Commissario Europeo Franz Fischler, ciò sara possibile se "tutte le forme si sostegno all'esportazione saranno rese trasparenti e soggette ad un regime concordato", ovvero, se noi riduciamo, la stessa cosa dovranno fare USA, Canada ecc... anche se hanno meccanismi diversi dai nostri. USA e Cairns Group (Argentina, Australia, Bolivia, Brazil, Canada, Chile, Colombia, Costa Rica, Fiji, Guatemala, Indonesia, Malaysia, New Zealand, Paraguay, Philippines, South Africa, Thailand and Uruguay) avevano, in precedenti documenti, chiesto l'eliminazione di tutti i sussidi alle esportazioni. Charlene Barshefsky, la (ormai nota) rappresentante USA per il commercio aveva citato uno studio del London's Institute of Economic Affairs che sosteneva che le sovvenzioni agricole europee creavano una distorsione al mercato tale da "ridurre della metà la produzione di prodotti caseari in Africa, Sud-Est Asiatico e altri paesi in via di sviluppo e di ridurre di un quinto la produzione di bestiame in Europa dell'Est e paesi ex URSS." I vari documenti sono disponibili sul sito OMC: http://www.wto.org/english/tratop_e/agric_e/negoti_e.htm. Il 31 dicembre di quest'anno è la data limite per presentare proposte di negoziazione (relativamente all'accordo sull'agricoltura).

Meeting Sindacato indiano

Forse qualcuno ricorderà la carovana dei 500 giunta anche in Italia la scorsa estate per sensibilizzare sui rischi degli accordi OMC, delle biotecnologie e della globalizzazione in generale. Il prossimo 2 ottobre nella regione del Karnataka, in India, 100 associazioni di agricoltori provenienti da 68 paesi diversi, si incontreranno per ribadire la loro posizione contro l'OMC e chiedere il ripristino dei sussidi agricoli. Nanjundaswamy, presidente del Karnataka State Farmer's Association, ha dichiarato che il meeting rilancerà il rifiuto delle sementi geneticamente modificate per sostenere forme di agricoltura in grado di assicurare il rispetto dei diritti umani, della dignità e del cibo a tutti. "E diventato indispensabile combattere contro gli accordi OMC per proteggere gli agricoltori del terzo mondo" ha detto Nanjundaswamy , "Lo scopo degli accordi OMC è quello di trovare nuovi mercati ai prodotti agricoli americani ed europei."

Merci duty-free

L'UE, fra i tanti annunci di settembre, ha anche promesso che eliminerà unilateralmente (cioè senza aspettarsi nulla in contrario, ma sinceramente questo è molto dubbio) le sue limitazioni all'importazione di prodotti dai 48 paesi classificati come LCD (Least-Developed Countries - paesi meno sviluppati). Unica eccezione: armi e munizioni. Il commissario europeo, Pascal Lamy ha specificato che il provvedimento avrà applicazione immediata dopo la ratifica da parte del Parlamento Europeo. La quota attuale di importazioni da questi paesi è pari (udite udite) allo 0,003 % del totale delle importazioni UE. Ma l'UE è comunque il più grosso mercato per questi paesi.

La lista ONU dei paesi LCD comprende 39 Paesi ACP:

Sudan, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Chad, Cape Verde, Gambia, Guinea-Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Togo, Benin, Central African Republic, Equatorial Guinea, Sao Tomé and Principe, Democratic Republic of Congo, Rwanda, Burundi, Angola, Etiopia, Eritrea, Djibouti, Somalia, Uganda, Tanzania, Mozambique, Madagascar, Comoros, Zambia, Malawi, Lesotho, Haiti, Solomon Islands, Tuvalu, Kiribati, Vanuatu and Samoa. E 9 non ACP: Yemen, Afghanistan, Bangladesh, Maldive, Nepal, Bhutan, Myanmar, Laos e Cambogia.

Lista completa dei prodotti duty-free è a questo indirizzo:

http://europa.eu.int/comm/trade/pdf/ebaprodlist.pdf.

Millennium round

Il 26 settembre anche la svizzera ha concluso un accordo bilaterale con la Cina ed ora sul complicato percorso di avvicinamento alle porte dell'OMC rimane solo il Messico (erano 37 i paesi interessati). Il 19 settembre il Senato americano ha approvato la normalizzazione delle relazioni commerciali con la Cina. A diventare il 139 membro dell'OMC sarà invece l'Oman che, dopo aver notificato tutti i cambiamenti legislativi fatti, inclusa l'eliminazione delle restrizioni agli investimenti esteri, attende per il 10 ottobre il biglietto ufficiale di ingresso.

MILLENNIUM ROUND ENTRO DODICI MESI

Il World Economic Forum, oltre al celebre incontro di Davos, organizza, nel corso dell'anno, altri meeting in varie parti del mondo, l'ultimo si è svolto a Melbourne, in Australia e una delle domande che si sono posti i partecipanti riguardava il lancio del nuovo round di trattative. Il Vice Direttore dell'OMC, Andrew Stoler ha affermato che è ottimistico pensare che l'avvio al fatidico millennium round sarà fatto "entro i prossimi dodici mesi". Dove ? Come da tempo annunciato, la sola candidatura giunta alla sede di Ginevra è quella del Qatar. All'incontro di Melbourne, si sono registrate voci contrastanti sul nuovo round, l'Indonesia, attraverso il suo ministro per il commercio Luhut Pandjaitan, ha detto che un paese che liberalizza la sua economia troppo rapidamente finisce con la bilancia commerciale in deficit e un rallentamento della crescita. "C'è la necessità di consolidare gli accordi esistenti prima di iniziare nuove trattative. Il prossimo round dovrà essere condizionato e focalizzarsi sulle aspirazioni dei paedi in via di sviluppo", ha detto Luhut Pandjaitan. Sempre sul tema millennium round, il 26 settembre, Lamberto Dini, ha indicato la possibilità di un riavvio dopo le elezioni americane di fine anno. Dini, in un'audizione presso la Commissione agricoltura del Senato, ha precisato che "l'agricoltura ne farà sicuramente parte". Noi aggiungiamo che già sono in corso i preliminari (avrete letto notizie in proposito in questo stesso numero), poichè indipendentemente dal millennium round, l'accordo agricolo è scaduto e l'apposita commissione di Ginevra si sta periodicamente riunendo. E' comunque vero, che, come ha ammesso lo stesso Mike Moore, che queste trattative incontrano molte più difficoltà di quante ne avrebbero se fossero inserite in un round complessivo di trattative commerciali.