TradeWatch Newsletter n° 3

Ultimamente le notizie che riguardano l'OMC sono molte, al punto da far fatica a starci dietro. Rimandiamo percio' ad altri invii un aggiornamento su quelle che ci sembrano piu' significative.
Nel numero scorso abbiamo parlato dei rischi delle trattative per l'ampliamento dell'Accordo sui Servizi, in questo, approfondiamo l'argomento perche' siamo convinti che rappresentino una minaccia molto seria ai diritti della gente.
La notizia piu' recente della possibilita' che al vertice Europeo di Nizza venga modificato l'articolo 133 del Trattato di Amsterdam, che oggi permette agli stati membri di approvare o no accordi in materia di servizi, investimenti e proprieta' intellettuale, evidenzia ulteriormente le pressioni in atto per ottenere un accordo fortemente orientato alla deregolamentazione.
Stiamo preparando dei materiali e alcune iniziative al riguardo, di cui presto vi informeremo.
Un saluto a tutti e buona lettura.

GATS: un nuovo attacco alla democrazia!

Immagina ...

Che il tuo acquedotto venga privatizzato e che il maggior azionista della nuova proprietà sia una società di Londra, e che tanto per cominciare, modifichi le tariffe e che per le famiglie povere l'acqua diventi costosa come il cibo.
Tutto questo è già successo in Bolivia. La risposta popolare non si è fatta attendere e neppure la repressione militare.
Sei dimostranti sono stati uccisi, ma alla fine il governo ha dovuto cedere e fare marcia indietro sulla privatizzazione dell'acquedotto.
Abbiamo pensato a questa storia come premessa a un discorso introduttivo sull'accordo generale sul commercio dei servizi, perché se le nuove trattative in corso, andranno avanti secondo gli auspici delle lobby delle multinazionali, la possibilità di fare marcia indietro potrebbe non esserci più.
Ecco perché diciamo che il nuovo GATS è un nuovo attacco contro la democrazia e i diritti umani.

L'OMC non si è fermata a Seattle.
In via de Lausanne, presso la sua sede, sono attualmente in corso nuove trattative per ristrutturare il ruolo dei governi ponendo un numero sempre crescente di decisioni governative alle dipendenze delle regole dell'OMC.
Queste trattative mirano all'espansione dell'Accordo GATS, accordo che fa parte del pacchetto approvato nel 1994 al termine dell'Uruguay Round.
Praticamente sconosciuto al grande pubblico, questo accordo è stato creato per facilitare il commercio internazionale dei servizi. I colloqui si stanno svolgendo secondo gli "standard" di trasparenza OMC: a porte chiuse, in stretto contatto con i gruppi di pressione delle società transnazionali.
Il GATS ha un'ampio raggio d'azione, occupandosi di ogni servizio immaginabile. Condiziona le scelte governative, regionali, provinciali e anche municipali. Non si applica solo al commercio con l'estero ma comprende molte aree di politica interna come l'ambiente, la cultura, le risorse naturali, la sanità, l'educazione e i servizi sociali.
Anche se l'accordo non è ancora stato pienamente sviluppato ed alcune parti chiave non sono state ancora applicate, sta iniziando ad avere un significativo impatto sulla politica pubblica.
Alcune recenti vertenze OMC, hanno mostrato che anche il GATS puo' essere utilizzato per sfidare i regolamenti stabiliti dai governi, sotto l'accusa di influenzare la libera competizione internazionale.
L'attuale round di rinegoziazione ha come obiettivo quello di espandere i settori coinvolti e di aumentare gli impegni degli Stati. La data prevista per il termine delle trattative è il 31 dicembre 2002.

Cosa si intende per servizi
Dal momento in cui al mattino vi alzate dal letto a quando vi ritornate, non fate che utilizzare servizi: l'acqua che bevete, la posta, l'autobus che prendete, o il treno, la metropolitana sono esempi di servizi. Lo sono anche la manutenzione delle strade, le banche, le agenzie di viaggi, la raccolta dei rifiuti, le scuole, la sanità, la trasmissione della corrente elettrica, le telecomunicazioni, ecc...
L'OMC identifica 160 diversi settori.

Perché sono importanti ?
Perché coinvolgono tutti i momenti della nostra vita e perché alcuni di questi sono direttamente connessi con i diritti di base che ogni essere umano dovrebbe vedersi garantiti.

Perché sono soggetti ad accordi internazionali ?
Perché per le società multinazionali è un costo dover affrontare i diversi regolamenti stabiliti dai vari stati, la loro ambizione è di avere un unico sistema di regole valido in tutto il mondo, in modo da ridurre i costi ed aumentare i profitti.
Inoltre l'uscita di scena delle imprese statali, attraverso le privatizzazioni, e la difficoltà per le imprese nazionali di competere con esse in un mercato deregolamentato, favorirebbe la concentrazione delle quote di mercato nelle loro mani.
In poche parole, ridurre le possibilità d'intervento dei governi, offre loro maggior possibilità di far affari.

Cos'è il GATS?
E' stato adottato nel 1994 ed è attualmente in fase di revisione, le trattative sono partite ufficialmente il 25 febbraio 2000 a Ginevra.
E' un accordo quadro, estremamente ambizioso e piuttosto complesso, composto da 29 articoli. La prima parte del testo stabilisce subito i futuri passi per ampliarlo; la seconda contiene le regole generali da applicare a tutti i servizi, come lo status di nazione più favorita (e' il secondo articolo); la terza contiene impegni precisi relativi all'acceso al mercato e la regola del cosiddetto Trattamento Nazionale (National Treatment) (art.17) che si applicano ai servizi presenti nelle liste definite dagli stati.
Esistono poi gli accordi specifici perché mentre l'idea base del commercio delle merci è che queste possano passare liberamente da un paese all'altro, per i servizi il discorso è più complicato: banche, compagnie telefoniche e sistemi di trasporto sono realtà molto diverse fra loro .
Ecco alcune caratteristiche significative del GATS:

  • Copre praticamente tutti i provvedimenti governativi, comprese leggi, regolamenti, linee guida, sussidi, donazioni, limitazioni d'accesso al mercato e regole locali. Cioè tutte le misure "affecting trade in services".
  • Copre tutti i tipi di servizi. Infatti le regole iniziali si applicano a tutti i servizi, anche a quelli di cui non esiste uno specifico accordo di dettaglio. E' importante notare che l'accordo non interessa solo il commercio con l'estero (cross-border trade), ma ogni possibile modalità di fornitura di un servizio, compreso il commercio elettronico. Il GATS utilizza un approccio ibrido per coprire i vari settori, combinando accordi definiti come "dall'alto verso il basso" (top-down) che coprono tutti i settori (a meno che siano esplicitamente esclusi) ed accordi "dal basso in alto" (bottom-up) che coprono solo i settori e le misure indicate.
  • Interessa molti settori pubblici.
  • Amplia il concetto di commercio e di non discriminazione. Il GATS non è un semplice accordo commerciale, è scritto per poter coprire tutte le misure governative che influenzano le modalità di fornitura di un servizio . Proibisce la discriminazione vietando interventi tesi a proteggere o favorire iniziative locali.
  • Per ora le più significative limitazione all'azione dei governi sono applicate solo ai settori indicati da essi alla data di firma dell'accordo, ma le trattative in corso mirano ad ampliare il loro raggio d'azione. Infatti è un accordo disegnato per crescere.

L'Agenda del GATS-2000

Anche se siamo ancora in una fase iniziale delle trattative, è importante non perdere tempo. Soprattutto perché coloro che spingono per il nuovo GATS sono all'opera da almeno un paio d'anni.
Nell'ottobre del 1998, nasceva l'European Services Forum (ESF) che si autodefinisce "una rete di rappresentanti dei settori dei servizi europei impegnati a promuovere attivamente gli interessi dei servizi europei e la liberalizzazione del mercato dei servizi in tutto il mondo, in collegamento con le trattative GATS 2000." E che "Nasce per seguire la preparazione e la conduzione delle trattative del GATS 2000, a partire dal settembre 1998 sino al dicembre 2003."
L'ESF, nato su iniziativa dell'ex commissario europeo al commercio estero Leon Brittain, dal 1998 ha contati regolari con le istituzioni Europee, compreso il famoso Comitato 133 .
Nel maggio di quest'anno (2000) il Consiglio che si occupa del commercio nei servizi ha chiesto ai paesi membri di sottoporre entro la fine dell'anno le proposte che saranno oggetto di una trattativa serrata durante il prossimo anno. L'ambizione dei maggiori "azionisti" dell'OMC è di risolvere i punti più controversi e raggiungere una prima bozza di accordo verso la metà del prossimo anno. Le decisioni collettive fatte in questa prima fase di definizione delle regole influiranno pesantemente sui risultati finali.
Il programma di ampliamento del GATS può essere riassunto in tre aree principali:
<1> espansione degli impegni di apertura del mercato (market access);
<2> nuove clausole nei regolamenti nazionali e
<3> sviluppo di nuove regole e restrizioni.

1) espansione degli impegni di apertura del mercato
Il cuore delle trattative per il GATS 2000 sarà la pressione esercitata sui governi perché riducano il loro potere di regolamentazione, essenziale per assicurare che alcuni servizi rispondano alle necessità della gente e dell'ambiente in cui viviamo.
Il processo di espansione degli impegni governativi si focalizzerà sul cosiddetto trattamento nazionale (national treatment) e sulle regole di accesso al mercato. Relativamente al trattamento nazionale, il GATS è piuttosto "duro" e va ben oltre la nozione convenzionale di "non-discriminazione", intimando ai governi di evitare qualsiasi intervento che potrebbe creare situazioni di svantaggio per gli investitori stranieri.
Tanto per capirci, può un governo favorire un fornitore di servizi non-profit che favorisce l'inserimento nel mondo del lavoro di categorie protete ? No, secondo il principio di trattamento nazionale.
Per conto delle multinazionali occidentali, i governi del cosiddetto Quad (Canada, USA, UE e Giappone), premeranno sui paesi in via di sviluppo per garantirsi un accesso definitivo ai mercati di tutto il pianeta. Tenteranno di acquisire quote di mercato grazie alle privatizzazioni dei servizi pubblici, soprattutto educazione e sanità e un'ulteriore deregolamentazione di servizi quali i media, le telecomunicazioni, l'energia, i trasporti, l'editoria, la finanza, i servizi postali ecc...
I membri del Quad faranno pressione per cercare nuovi approcci alle nuove trattative che siano più efficaci rispetto al piu' tradizionale metodo della richiesta-offerta.

Il tema delle classificazioni.
Attualmente uno dei punti più dibattuti a Ginevra è quello della classificazione dei servizi. Potrebbe sembrare un banale problema tecnico ma non lo è poiché la classificazione dei vari servizi ha un effetto diretto sia sugli impegni già stabiliti con l'accordo del '94 che su quelli nuovi. Si tratta in pratica di una delle tante modalità possibili per massimizzare la copertura del GATS:
  • Restringendo la descrizione di sottosettori esclusi in cui i governi hanno fatto il minor numero di impegni, ed allargando quelle dei sottosettori in cui invece hanno preso maggiori impegni.
  • Disaggregando i servizi e creando sottosettori da liberalizzare, in modo che sia più facile farlo.
  • Raggruppando dei servizi per assicurare che impegni relativi ad alcuni siano da applicare all'intero raggruppamento.
  • Classificando nuovi servizi cosicchè vadano a cadere in impegni governativi già definiti o in modo che ricadano in settori già sotto l'egida del GATS.

In tutti questi casi, una cosa neutra e puramente tecnica, come potrebbe apparire la classificazione, assume l'effetto di poter ampliare gli effetti del GATS. Il tutto a porte chiuse, rendendo poi difficile ai cittadini di valutare gli effetti delle trattative.
Nuovi metodi di negoziazione.
Un altro approccio per espandere la copertura del GATS è attraverso il modo di conduzione delle trattative. Infatti il metodo di procedere settore per settore non è certo il più efficace per arrivare velocemente a risultati utili, si discute perciò di "modalità di negoziazione orizzontali", cioè di regole che si applichino a tappeto in tutti i settori e di "formula approaches", cioè l'impegno a sviluppare nuove direttive di negoziazione vincolanti, tipo accordarsi su determinati impegni da rispettare nelle trattative (esempio: decidiamo che in ogni settore siano eliminati tutti i performance requirements).
Sono mezzi molto potenti per raggiungere in maniera poco trasparente risultati notevoli.

2) nuove clausole nei regolamenti nazionali
Le trattative relative alle leggi interne dei paesi che regolano i servizi costituiscono una delle principali minacce. L'art. VI:4 chiede lo sviluppo di qualsiasi "disciplina necessaria" per assicurare che "misure relative a requisiti di qualità e procedure, standard tecnici e autorizzazioni non costituiscano inutili barriere al commercio." Il gruppo di lavoro relativo alle regolazioni domestiche venne creato per realizzare questo mandato.
Le restrizioni proposte coprono un vasto fascio di leggi e regolamenti nazionali.
Le condizioni si applicano a tutti i settori, non solo a quelli per cui i governi hanno assunto impegni. Si estenderebbero, fra l'altro, a quei regolamenti volti ad assicurare standard minimi di qualità nei servizi di base.

3) sviluppare nuove regole e restrizioni.
Il GATS 1994 già stabiliva nuove negoziazioni da avviarsi nel 2000 in tre aree specifiche:
1. misure di salvaguardia d'emergenza
2. sussidi e
3. appalti e servizi governativi.

1. Le discussioni per il primo punto dovrebbero terminare alla fine di quest'anno mentre per le altre due non c'e' una data ufficiale di fine trattative. Queste trattative sono parallele con quelle per l'accesso al mercato. L'interconnessione dei vari temi in discussione unita alla proverbiale segretezza e non trasparenza dell'OMC costituisce uno dei fattori che favorisce la firma degli accordi OMC. Col termine di misure di salvaguardia si intendono regole per permettere interventi statali temporanei per proteggersi da prodotti che causerebbero seri problemi ai produttori locali. Non sono previsti dal GATS anche se sono permessi nel GATT . I paesi in via di sviluppo sono i maggiori sostenitori di questa regola che va nella direzione di una maggior equilibrio del GATS. Bisognerà vedere quanto sarà dura l'opposizione dei paesi occidentali visto che, tanto per fare un esempio, il già citato ESF ha chiaramente detto alla Commissione Europea che "nessun caso convincente si è finora verificato per giustificare la necessità di un meccanismo di salvaguardia nell'ambito del GATS".

2. I sussidi già rientrano nelle sezioni del GATS che toccano il trattamento di nazione piu' favorita e trattamento nazionale creando uno spinoso problema ai governi che i negoziatori del GATS sembrano minimizzare. La possibilita' di nuove restrizioni sui sussidi e' certamente uno dei rischi possibili.

3. L'ultima area di negoziazione e' quella degli appalti governativi. Trattative su questo punto sono gia' in corso nella ragnatela dei gruppi OMC. Un gruppo di lavoro sulla trasparenza in questo settore e' gia' al lavoro sotto gli auspici del consiglio del commercio dei beni (quando parliamo di beni parliamo dell'accordo GATT) e sta cercando di stabilire un accordo sulla trasparenza da applicare sia per il commercio dei prodotti che quello dei servizi. Gli USA sono i capofila nel proporre questo accordo, per loro era uno degli obiettivi immediati di Seattle. Ma i paesi in via di sviluppo sono molto contrari e la trattativa procede senza risultati rilevanti. Se questa iniziativa continuerà ad affondare, il mandato del GATS potrebbe ricevere nuovi stimoli. Insomma se una strada si chiude subito se ne apre un'altra!

Conclusioni

Quando, nel 1994, il GATS venne firmato, nessuno, al di fuori dei negoziatori e dei gruppi di pressione delle corporation ne capirono l'importanza. Molti politici ancora oggi non ne comprendono la portata.
Nonostante le proteste di Seattle e delle altre città dove si sono svolti i recenti incontri ufficiali dei "grandi" della terra, i negoziatori stanno lavorando come se nulla fosse accaduto, per una nuova versione ancora piu' efficace.
Le pressioni delle multinazionali sono forti, sono loro a premere l'accelleratore ed a fornire le linee guida, dopo il fallimento di Seattle, Robert Medelin (un alto funzionario UE), scrisse all'ESF per assicurarli che l'agenda relativa al GATS non era compromessa: "incoraggiamo le industrie europee dei servizi a continuare a cooperare attivamente con noi per sviluppare una posizione comune da presentare a Ginevra il prossimo anno".
La stessa attenzione è stata rivolta a noi comuni mortali ?
Se non ci interpellano, facciamolo noi, consci che:

  • il GATS espone praticamente ogni intervento statale - con un effetto sul mercato dei servizi - sotto il veto dell'OMC;
  • ogni sua azione passibile di alterare la competizione delle aziende e' sfidabile nei tribunali OMC, che sono tutto tranne che trasparenti e democratici;
  • riduce percio' l'autorità di governi (bene o male) eletti
  • rende possibile l'attacco a regole che difendono gli interessi pubblici
  • considera i servizi pubblici solo come opportunita' commerciali.

Occorre intervenire adesso, prima che i negoziati siano troppo avanti e tutto sia stato deciso. Il GATS 2000 avrà una influenza molto pesante sul nostro futuro, non possiamo far finta di nulla.