TradeWatch Newsletter n° 6

"In Occidente abbiamo un mercato maturo. Abbiamo già consumato tutto ciò di cui siamo capaci. Non possiamo guidare due auto contemporaneamente.

Perciò abbiamo un rallentamento della crescita economica ...

Ad Est abbiamo milioni di persone con gusti sofisticati che mancano di quello che noi già abbiamo. Essi hanno bisogno di queste cose."

Zygnunt Tyszkkiewicz, ex direttore generale dell'UNICE (Unione delle Confederazioni degli industriali e dei datori di lavoro Europei)

Domani si apre il Vertice Europeo di Nizza, e la frase riportata sopra, mi pare rappresenti bene la preoccupazione che anima tutti coloro che hanno aderito alla rete di Lilliput: quella che la forza che spinge e guida l'allargamento e le riforme dell'Unione Europeo è quella delle "business opportunity" e non quella delle persone normali.

La nuova Europa dovrebbe nascere pensando ad un futuro con la faccia dei nostri figli e delle persone che amiamo, dovrebbe meritarsi il meglio di noi stessi e l'economia dovrebbe servire a costruire questo futuro.

Purtroppo l'ideologia del mercato e della competitività stanno consumando il pianeta, per questo non possono essere l'anima del processo di allargamento dell'Unione. Le esportazioni possono contribuire allo sviluppo se servono alle economie locali ma non devono essere un fine in se stesse. Liberalizzazione e deregulation non faranno che esacerbare i problemi dell'est Europeo, rischiando la sorte del Messico all'interno del NAFTA.

L'Europa non ha bisogno di agende ambiziose, ma di stabilità, cooperazione e di rispetto per sè stessa ed il pianeta.

Questo notiziario è l'ultimo di quest'anno, appuntamento all'inizio di gennaio.

Buona lettura.

Un anno di commercio internazionale

L'OMC ha diffuso il suo rapporto annuale sul commercio mondiale, un bel malloppo di numeri su import ed export dei paesi del pianeta. Contiamo di darvi in futuro qualche approfondimento, per ora riportiamo qualche dato citato nella presentazione del report.

Globalmente nel 1999 il volume del commercio dei beni è aumentato del 5% La crescita del commercio mondiale nella prima metà del 2000 è stata stimolata dalla forte attività nell'Europa Occidentale ed in America latina e dalla persistente crescita della domanda in Nord America ed Asia facendo prevedere (per il 2000) una crescita pari al 10%, doppia rispetto al 1999.

Per il 2001 ci si aspetta qualcosa meno, superiore però al 6,5% che è la media del periodo 1990-99.

Nel 1999 il valore in dollari delle merci scambiate è stato pari a 5,47 trilioni di dollari.

Il commercio dei servizi è cresciuto dell'1,5% per arrivare a 1350 miliardi di dollari, in particolare quello relativo ai servizi di viaggio è salito del 2% (440 miliardi di dollari) Il settore dei servizi europei è leggermente sceso (l'europa esporta il 47% del totale mondiale) a causa della debolezza dell'euro rispetto al dollaro.

Le performance delle diverse aree geografiche sono molto diverse:

Nord America ed Asia registrano percentuali di crescita dell'import e dell'export superiori alla media, le cosiddette economie in transizione, America latina ed Africa hanno invece avuto una contrazione sia nel volume che nel valore delle importazioni. Ma se la domanda interna ha ridotto le importazioni, le esportazioni di America latina ed Africa sono aumentate più della media. Le esportazioni di merci dai paesi in via di sviluppo è aumentata del 9% portandosi al 27.5%.

Il flusso dei capitali internazionali, in particolare gli IDE, rimane il maggior determinante del commercio internazionale. Molto elevato il flusso verso agli USA, a sostegno delle importazioni americane salite al 18,5% delle importazioni mondiali di prodotti, un record storico. Nel caso dell'America latina larghi flussi di capitale hanno giocato il ruolo principale nella crescita delle importazioni della regione. Nel 1999 però, il flusso dei capitali in entrata è sceso per il secondo anno consecutivo contribuendo alla contrazione delle importazioni.

Nel 1999 il grosso di tagli tariffari stabiliti con l'Uruguay Round è stato completato rendendo così evidente il taglio nelle tariffe doganali sui mercati più sviluppati. La percentuale delle tasse sulle importazioni hanno raggiunto un nuovo record (verso il basso):

2,5% per gli USA,

2,3% per il Giappone e

1,7% per l'UE.

Amicus briefs

Acque agitate per gli "amicus briefs", gli interventi ammessi dalla corte d'appello (Appellate Body), nella causa fra UE (la Francia per essere precisi) e il Canada sull'amianto (vedi precedenti numeri nel notiziario).

Nell'incontro del General Council del 22 novembre scorso, se ne è discusso; alla fine è emerso che la maggioranza dei paesi membri non ha gradito l'iniziativa e, come ha dichiarato l'ambasciatore canadese Sergio Marchi, "sono i Membri che devono decidere come gestire in futuro la questione" A difesa del comportamento della corte d'appello si sono invece dichiarati USA, Nuova Zelanda e Svizzera.

Fonti OMC hanno annunciato di aver ricevuto 13 interventi, ma fonti esterne parlano di 19.

In ogni caso sono stati tutti rifiutati perchè non conformi alle regole indicate nella procedura di sottomissione degli interventi.

Al termine della discussione si è convenuto di invitare l'Appellate Body ad utilizzare con "estrema cautela" la nuova procedura e ad avviare una discussione informale fra i paesi membri su come applicare in futuro questa contestata procedura.

Commercio ed investimenti

Il 16 novembre il gruppo di lavoro sulle relazioni fra Commercio ed Investimenti ha adottato il suo rapporto annuale (documento OMC: WT/WGTI/4).

Su questo gruppo si erano accesi i riflettori dopo il fallimento delle trattative OCSE sul MAI, poichè pareva possibile che si trasformasse, da gruppo di studio, in gruppo di negoziazione per "recuperare" il MAI in sede OMC.

Ma allora non si trovò consenso fra i suoi membri, consenso che continua a mancare, nonostante UE e Giappone sostengano la necessità di stabilire regole per gli investimenti esteri diretti (IDE o FDI).

India, Malesia, Pakistan ed Egitto continuano ad opporsi sostenendo che già esistono sufficienti trattati bilaterali fra i vari stati e che non ne serve uno nuovo OMC.

Nel rapporto annuale, fra l'altro, si legge che un accordo multilaterale sarebbe meno flessibile dei vari accordi bilaterali, che meglio si adattano alle esigenze dei singoli paesi; e che il GATS, l'accordo sul commercio dei servizi, può essere considerato come un accordo su un particolare tipo di investimenti esteri diretti, che tiene in considerazione la situazione specifica dei paesi membri..

Perciò il gruppo di lavoro continuerà a studiare!

Proprietà Intellettuale (TRIPS)

Dal 27 novembre al primo dicembre il Comitato relativo all'accordo sugli aspetti della proprietà intellettuale inerenti il commercio, ha affrontato vari argomenti controversi, che da tempo si trascinano e non trovano una soluzione condivisa.

Ricordiamo che il TRIPS è scaduto ad inizio anno, non solo, prima è scaduto un suo articolo, il notissimo 27.3(b) (relativo alla brevettabilità delle forme viventi), tanto controverso che appunto in fase di scrittura si era deciso di rivederlo un anno prima della revisione dell'intero accordo. Ma anche in questi giorni non sono stati fatti passi avanti. Nella sostanza i paesi in via di sviluppo premono per una revisione sostanziale, mentre i paesi occidentali (quelli che detengono i brevetti, per intenderci) insistono che col termine revisione si intende solo quella dei tempi di implementazione. Il Gruppo dei paesi africani aveva sottoposto un bel documento (a nostro parere) che contiene queste proposte:

(1) relativamente alla brevettabilità della vita deve essere stabilito che piante, animali, microorganismi e tutti gli altri organismi viventi, e loro parti, non possono essere brevettati a che la stessa cosa vale per i processi naturali che producono piante animali e altre forme viventi.

(2) Relativamente alla creazione di un sistema si protezione "sui generis" per la protezione delle varietà di piante, l'articolo 27.3(b) deve essere chiarito con una nota indicante che questo sistema legislativo deve prevedere la protezione delle innovazioni delle comunità indigene ed agricole dei paesi in via di sviluppo, coerentemente con la Convenzione sulla Biodiversità (CBD) e gli intendimenti internazionali della FAO, proteggere pratiche agricole tradizionali (inclusi il diritto di conservare e scambiare le sementi) e proteggere da misure che possono minacciare la sovranità dei paesi in via di sviluppo.

(3) Relativamente alla compatibilità fra TRIPS e CBD, il processo di revisione deve cercare di armonizzare il primo con le indicazioni stabilite nella convenzione sulla biodiversità in cui la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità, la protezione dei diritti delle conoscenze delle comunità indigene e locali e la promozione dei diritti dei coltivatori sono pienamente considerati.

(4) L'implementazione dell'art.27.3(b) deve essere prorogato sino al termine della sua revisione. Il periodo per la sua implementazione deve essere lo stesso permesso dall'art.65(1) e (2) del TRIPS; cinque anni dalla data di completamento della revisione. Questo periodo permetterà ai pvs di creare le strutture necessarie alla sua realizzazione.

Purtroppo il documento non è stato preso in seria considerazione e la revisione dell'articolo continua ad essere rimandata.

Nell'incontro si è parlato della compatibilità fra TRIPS e Convenzione sulla biodiversità (CBD), ma anche su questo punto ognuno va per la sua strada e la richiesta del segretariato della CBD di essere ammesso al Comitato col ruolo di osservatore è stata rifiutata da USA e Svizzera.

Si è poi parlato di indicazioni geografiche, parola che può apparire poco chiara ma che è molto importante perchè si riferisce alla protezione per i prodotti che hanno come nome una località geografica. L'articolo 23 accorda questa protezione a vini ed alcolici, ma molti paesi la vogliono estendere; l'UE per la prima volta si è dichiarata favorevole, gli USA, (verrebbe da scrivere ovviamente, visto che i due giocano spesso a "cani e gatti") hanno invece detto che l'articolo potrebbe essere addirittura "stracciato" visto che era stato scritto per permettere all'UE di creare consenso attorno all'Uruguay Round. Degli altri temi in discussione ne parleremo in un prossimo notiziario, per non essere troppo noiosi.

Sul sito dell arete dell asezione Documenti/Organizzazione Mondiale del Comemrcio è presente la traduzione di un appello sull arevisione dell'art. 27.3(b) diffuso da Martim Khor e Cecilia Oh (Third World Network - Malesia).

Servizi (GATS)

Innanzitutto una nota di servizio, dalla home page del sito della rete di lilliput è possibile arrivare direttamente nella cartella che contiene i documenti relativi a questo accordo cliccando l'iconina con la nave che affonda (la nave del GATS). Per i gusti più esigenti abbiamo inserito anche il testo ufficiale dell'accordo in questione.

Vi invitiamo a far discutere i vostri consigli comunali, pregandovi di farci sapere le vostre iniziative.

L'ultimo Consiglio sul commercio dei servizi non ha fatto grossi passi avanti. Da rilevare la discussione sulle cosiddette "safeguard measures", le misure che potrebbero permettere ai paesi membri di attuare delle misure di blocco temporaneo delle importazioni in casi di emergenza per difendere i fornitori nazionali. Alla fine si è deciso che la data limite per le trattative su questo punto sarà il 15 marzo 2002. La revisione delle eccezioni al trattamento nazionale (trattamento fornitori nazionali <= fornitori esteri) è terminata, la prossima è stata fissata per il 2004.

Riguardo alle trattative per un'ulteriore liberalizzazione nel settore dei servizi, se ne occuperà una sessione speciale a partire dal 5 dicembre. Vi informeremo sul prossimo numero del notiziario, informandovi anche su di due documenti presentati dal Consiglio dal gruppo dei paesi Africani e dall'Unione Europea.

Meeting Ministeriale 2001

Dopo il ritiro dell'offerta del Qatar, sembrava non esserci altra sede che Ginevra, per ospitare la nuova Seattle in programma a fine 2001. Ma proprio quando pareva emergere la candidatura del Cile, il Qatar ha fatto marcia indietro, pare abbia trovato le 4.440 stanze necessarie per ospitare il meeting. E ci sarà anche una sala di 400-500 posti per le organizzazioni non governative.

Riguardo al nuovo round, c'e da registrare una dichiarazione di Pascal Lamy (4 dicembre 2000), commissario UE per il commercio: "credo sia tempo di pensare a una nuova formulazione della nostra (della UE ndr) proposta". In sostanza Lamy, ha ammesso che, nonostante gli sforzi, i paesi in via di sviluppo non si sono convinti dei benefici di un nuovo round di trattative e perciò l'UE dovrà riformulare la sua proposta in un modo più accettabile ad essi.

Ultimi arrivi

Il 300 novembre è stata ufficialmente ammessa la Croazia, (140esimo membro). La Croazia nel '98 ha esportato per un valore di 4,5 miliardi di dollari ed importato per un valore di 8,4 miliardi.

Nel '99 ha avuto un Prodotto interno lordo pari a 23,9 miliardi di dollari.