Il punto 15 della dichiarazione di Doha è dedicato al commercio dei servizi.
Stabilisce due date: il 30 giugno 2002 per la sottomissione delle "richieste" di impegno su specifici settori ed il 31 marzo 2003 per la presentazione delle "offerte". Di quali richieste/offerte stiamo parlando ?
Stiamo parlando dei settori in cui è classificato il commercio dei servizi che i Paesi membri "offrono" di aprire o chiedono ad altri Paesi di aprire alla libera concorrenza. Dal punto di vista pratico, questo significa che questi settori saranno inseriti nelle liste allegate al testo del GATS, di cui sono parte assolutamente vitale.
Cosa stanno pensando di offrire e di chiedere i nostri governanti ?
Domanda lecita, visto che il 30 giugno 2002 è vicino.
Sapere quali settori siano in discussione non è una cosa semplice, visto che su questi argomenti i ministeri competenti sembrano sempre cadere dalle nuvole e celare chissà quali segreti. Non è un problema solo italiano, visto che Margrete Strand Rangnes, della notissima organizzazione americana Public Citizen, rivela che anche l'Amministrazione americana mostra poca voglia di rendere pubbliche le proprie richieste, tanto che Peter Collins (dell' USTR) il 27 marzo rivelava che queste informazioni saranno disponibili al pubblico nel gennaio 2005, cioè alla fine dei negoziati ! ("potentially the first time the public would get access to this information in January of 2005 when the commitments are listed on countries' schedules"). Anche Susan George (il 27 marzo) notava che dai suoi contatti col Capo di Gabinetto di Pascal Lamy non aveva ricevuto risposte esaudienti ma solo una vaga promessa di interessamento.
Ricordiamo che il commercio dei servizi sta assumento sempre più rilevanza economica. Sta a testimoniarlo il fatto che la "Fortune 500", la top list delle 500 imprese americane, pubblicata dalla rivista Fortune il 22 aprile di quest'anno, presenta al primo posto una società di questo settore: la Wal-Mart, azienda leader nella vendita al dettaglio: 219 miliardi di dollari di fatturato nel 2001. La Wal-Mart è la prima società di servizi a raggiungere la cima della classifica, una classifica nata nel 1955 quando la Wal-mart ancora non esisteva. Fortune iniziò a pubblicare una classifica delle società di sevizi su pressione della CSI Coalition of Service Industries, una lobby creata nel 1981 da alcuni finanzieri di New York, come Harry Freeman dell'American Express, Jhon Reed di Citicorp e Hank Greenberg di AIG con lo scopo di influenzare la politica americana per spingere il commercio dei sevizi sotto le regole WTO. Nel '94 la separazione fra società di servizi scomparve e la lista di Fortune divenne unica. Nella lista pubblicata il 22 aprile, fra le prime cento società (per fatturato) 64 si occupano di servizi, a testimoniare la crescente rilevanza del settore.
Tornando alla nostra Unione Europea, per canali non ufficiali, ci risulta che siano 112 le richieste rivolte ai partner WTO (esclusi i paesi europei in attesa di entrare nell'Unione); 29 di queste sono in discussione nel comitato 133 e sono rivolte a Paesi sviluppati e a PVS di "grossa taglia", tipo India, Pakistan e Malesia. Un secondo lotto di richieste dirette ai Paesi del Golfo Persico, ai Paesi del nord Africa e altri Paesi meno sviluppati, sarà discusso dal comitato 133 ed approvato entro il 29 maggio.
Cos''e e cosa centra il Comitato 133?
Il Trattato di Nizza, sottoscritto nel febbraio 2001 ha modificato le disposizioni comunitarie in materia di trattati commeciali intervenendo sull'articolo 133 (da qui il nome del Comitato), norma fondamentale in questa materia. Questo articolo, negli anni passati, era stato oggetto di interventi giurisprudenziali che non ne avevano chiarito il contenuto in modo esaustivo. La Corte di Giustizia, chiamata a prinunciarsi sulla competenza della Comunità a sottoscrivere gli accordi TRIPS E GATS, scaturiti dall'Uruguay Round, aveva stabilito che oltre agli scambi di merci, solo gli scambi di servizi che non contemplassero movimento di persone, potevano essere inclusi nella sfera di competenza della Comunità. Nei vertici di Amsterdam e di Nizza venne messo all'ordine del giorno la revisione di questo articolo. Nel 1997 ad Amsterdam venne inserito il paragrafo 5 per sanare la situazione esistente, consentendo al Consiglio di estendere l'applicazione delle disposizioni sulla politica commerciale comune a "negoziati e accordi internazionali su servizi e proprietà intellettuale". Soluzione di portata ben limitata visto che il Consiglio avrebbe continuato a decidere non per maggioranza ma all'unanimità. Dopo le modifiche concordate al vertice di Nizza, la procedura negoziale dell'Unione è la seguente: L'iniziativa di avvio di negoziati è sostenuta dalla Commssione che invia una raccomandazione al Consiglio il quale autorizza la Commissione impartendo eventuali direttive. Nel corso dei negoziati la Commissione si mantiene in consultazione col comitato 133, un comitato speciale designato dal Consiglio. La commissione alla fine firma gli accordi ma la firma formale è di competenza del Consiglio che decide secondo il principio della maggioranza qualificata (secondo il par. 4 dell'art. 133) esteso al settore dei servizi e a quello degli aspetti commerciali della proprietà intelelttuale. Nel settore dei servizi è prevista un'eccezione per i servizi culturali ed audiovisivi, per i servizi didatiici per i servizi sociali e relativi alla salute umana.
Detto questo ecco i settori attualmente in discussione presso il Comitato 133: - servizi professionali
- servizi commerciali
- telecomunicazioni
- servizi postali
- costruzioni
- distribuzione
- energia
- servizi finanziari
- servizi ambientali
- trasporti e
- turismo.
In coda a questo messaggio riportiamo un estratto di un documento inviato dalla Commissione Europea al Comitato 133. Rileviamo che la lista delle richieste è molto ricca.
Si parte dal settore contabile (incluso nei servizi professionali) che fu il primo di cui si occupò dopo la firma del GATS l'allora gruppo di lavoro sui servizi professionali, oggi gruppo di lavoro sui regolamenti nazionali, che redasse una serie di regole adottate nel 1998 dal Council on Trade in Services come input per gli attuali negoziati. Al recente World Economic Forum, Stuart Eizenstat, che faceva parte del Dipartimento del Tesoro durante l'amministrazione Clinton, definì ironicamente i negoziati GATS 2000 come un mezzo per "permettere all'Andersen di esportare i suoi servizi nel mondo". L'Arthur Andersen è attualmente nell'occhio del ciclone essendo stata la società che revisionava i conti dell'Enron, il colosso statunitense dell'energia fallito clamorosamente. E che Eisenstat non parlasse a vanvera è dimostrato dai tanti documenti accessibili in internet. Come quello datato 18 luglio 1996 col testo dell'audizione di John F.Gay, Senior Manager di Andersen Worldwide davanti al Commissione statunitense per il commercio internazionale. Gay, dopo aver mostrato i numeri della società e sottolineato l'importanza del settore dei servizi, mostra soddisfazione per l'approvazione del GATS ma delusione per gli impegni sottoscritti dai Paesi, soprattutto da quelli dell'america del sud, dove Andersen aveva 3.400 impiegati. In previsione dell'avvio dei negoziati GATS 2000 (come si può notare ci si preparava con buon anticipo) Gay chiedeva alla Commissione di far si che Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Perù e Venezuela, paesi di interesse per la società, aumentassero l'apertura dei loro mercati, cioè gli impegni elencati nelle liste annesse al GATS.
Fra i vari settori e sottosettori presenti nel documento, sottolineiamo il settore della ricerca, mentre nella distribuzione si può notare che l'unica eccezione accettata è relativa al settore militare mentre è scomparsa una eccezione accettata al termine dell'Uruguay Round che interessava la distribuzione di alcuni "sensitive products", compresi alcool e tabacchi. Nei servizi ambientali, l'UE sta facendo leva per inserirvi la distribuzione di acqua potabile. Il documento con la proposta di modifica di classificazione dei servizi ambientali, inviato dalla Commisisone Europea al WTO è del 28 settembre 1999.
Nel frattempo nei negoziati in corso a Ginevra, si parla di assessment, cioè di una verifica degli effetti del GATS in questi suoi primi anni di vita. Molti paesi membri, fra cui Peru, Pakistan e Cuba, insistono perché questa analisi preceda i negoziati, facendo leva sul GATS stesso che ne da mandato nell'articolo XIX.3: " the Council for Trade in Services shall carry out an assessment of trade in services in overall terms and on a sectoral basis with reference to the objectives of this Agreement, including those set out in paragraph 1 of Article IV". Quest'ultimo articolo (il IV) parla di aumento del ruolo dei PVS nel commercio dei servizi ed il mese scorso l'Uganda ha presentato un documento a nome dei Paesi meno Sviluppati, elencando alcune richieste per una sua effettiva implementazione. Si chiede, ad esempio l'accesso totale nei mercati occidentali dei servizi forniti da questi Paesi e la concessione della clausola di "trattamento nazionale" nei settori di loro interesse. MERCOSUR (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) ha presentato una richiesta per esentare i PVS dal test di conformità richiesto ai fornitori da un Paese per ottenere l'accesso nel proprio mercato.
Tornando alle proposte settoriali, ci sono molti documenti presentati ma poca discussione. La sensazione è che i due "big players" (USA e UE) vogliano "bilaterizzare" i negoziati anche perché in questo modo potrebbero affrontare i temi della regolazione nazionale in modo puntuale e preciso. Questo è confermato dai documenti circolanti fra Commissione e Comitato 133, documenti specifici per ogni Paese, per la precisione:
India, Canada, USA, Australia, Nuova zelanda, Fillipine, Svizzera, Colombia, Panama, Malesia, Pakistan, Singapore, Cina, Taiwan, Hong Kong, Giappone, Kore, Indonesia, Tailandia, Argentina, Brasile, Cile, Paraguay, Uruguay, venezuela, Egitto, Israele, Sud Africa e Messico.
La lettura di questi documenti chiarisce i dubbi di chi si ostina a dire che il GATS non limita il diritto di ogni Stato a regolare la fornitura di servizi al proprio interno, poiché si tratta di elenchi dettagliati di richieste di eliminazione di restrizioni legislative. Ma non tutti i Paesi WTO sono in fase così avanzata. Molti PVS appaiono in difficoltà nel rispettare la data del 30 giugno per presentare le loro richieste. Vedremo.
Segue per chi fosse curioso, un estratto del documento citato nella newsletter Integrato da alcuni commenti: PROFESSIONAL SERVICES (a) per quanto riguarda la copertura del settore, si perseguono impegni almeno nei seguenti settori: servizi legali contabilità, revisione dei conti servizi tributari e fiscali architettura ingegneria urbanistica gestione del territorio/protezione e pianificazione del paesaggio (b) per quanto riguarda le modalità di fornitura, si vuole ottenere l'impegno sui modi 1,2 e 3 in tutti i sottosettori (eccezione per mode 1 in auditing) BUSINESS SERVICES Si tratta di un gruppo eterogeneo di servizi, dai computer alle pulizie, accomunati dal fornire un input alle imprese. In UE il settore impiega il 9% della forza lavoro (12 milioni di persone) ed è pari al 15% del PIL. Negli ultimi anni ha fatto registrare un aumento annuo del 5% sia a livello di impiego che di PIL. Con questi dati l'UE giustifica le sue richieste. I nostri obiettivi per questi settori sono i seguenti: (a) riguardo alla copertura dei settori, si ricercano impegni in molti sottosettori: computer e servizi associati servizi di sviluppo e ricerca consulenza direzionale test tecnici ed analisi servizi di sicurezza servizi di consulenza tecnica (ispezioni comprese) servizi di traduzione e organizzazione convention (b) assicurare che i servizi relativi alla distribuzione, all'ambiente, al turismo, all'energia e ai servizi logistici vengano impegnati/assegnati per quei paesi ove questi settori sono prioritari. (c) riguardo alle barriere commerciali, richiesta di eliminazione di nationality requirements in tutti i casi, e dei requisiti di residenza il più possibile. Cercare l'eliminazione delle restrizioni alla creazione di personalità giuridiche (con possibili eccezioni in settori sensibili). (d) riguardo alla modalità di fornitura, ottenere l'impegno nelle modalità 1,2,3 in tutti i sottosettori (con limitate eccezioni e dove la fornitura del servizio sia impossibile attraverso la modalità 1 ed ottenere identici impegni per mode 1 e 2 dove i servizi siano forniti in forma elettronica. Cecare impegni anche per mode 4. TELECOMUNICAZIONI L'apertura di questo mercato è successiva all'Uruguay Round. I negoziati portarono alla firma di un protocollo sui servizi di base nel 1997, accordo entrato in vigore nel febbraio 1998 con l'adesione di 79 Paesi che si impegnarono nell'apertura di almeno uno dei sottosettori. Stiamo chiedendo a tutti Paesi cui siamo interessati di aprire i loro mercati alla competizione (il che richiede generalmente la rimozione di restrizioni sul numero di fornitori, sugli investimenti esteri e sul personale). Stiamo anche chiedendo loro l'adozione del reference Paper sulle telecomunicazioni (che stabilisce l'indipendenza del regolatore e impone regole di concorrenza e di interconnessione, regole sulle licenze, sull'attribuzione delle frequenze e l'universalità del servizio). Chiediamo anche la rimozione delle eccezioni al trattamento di nazione più favorita che ha creato problemi ai nostri operatori internazionali. POSTE E CORRIERI Gli obiettivi UE sono: (a) premere per l'adozione della classificazione proposta dall'UE. (b) a breve termine, liberalizzazione completa in queste aree (in cui a livello mondiale l'apertura è già notevole) corriere espresso, spedizione pacchi, spedizioni stampe ... aumento degli impegni nelle altre aree meno aperte, come la spedizione d corrispondenza ordinaria e le lettere assicurate. COSTRUZIONI Il nostro obiettivo è di ottenere nuovi impegni in tutti i sottosettori (come la costruzione di edifici, l'ingegneria civile, installazione e montaggio, completamento lavori) con una particolare attenzione a: (a) eliminazione o limitazione delle restrizioni alla presenza commerciale (mode 3) (b) eliminazione dei limiti al movimento di specifiche categorie (trasferimenti interni a una società) di persone DISTRIBUZIONE Distribution is a key sector for trade in goods and has major significance for GDP and employment in all member countries … La distibuzione è uno dei settori che maggiormente contribuisce alla crescita del PIL, contribuendo alla crescita dell'occupazione, conta per un valore significativo dell'economia: dal 8% per la gerìmania, al 20% di Honh Kong, al 19% dell'Equador all'11% dell'India. Ma pochi membri WTO si sono impegnati in questo settore, per la precisione solo 33. Siccome l'UE ha largamente aperto il sttore agli stranieri è suo desiderio ottenere il massimo impegno dagli altri paesi in tutti i sottosettori e per tutti i tipi di prodotti, accettando limitazioni solo per motivi di sicurezza (cioè armi, munizioni, esplosivi). Chiediamo l'abolizione di tutte le restrizioni ai mode 1,2,3 e mode 4. SERVIZI FINANZIARI Obiettivi principali: (a) in termini di accesso al mercato, la modalità presenza commerciale dovrà essere garantita per tutti i sottosettori senza eccezioni relative a licenze e a proprietà azionarie. Il commercio trasfrontaliero dovrà essere pienamente garantito in alcuni settori. (c) Paesi obiettivo sono alcuni mercati emergenti e alcuni Paesi sviluppati. TRASPORTI Richieste focalizzate sul settore marittimo, aereo e servizi ausiliari dove i fornitori europei sono forti e dove l'UE ha già un regime interno liberalizzato. Anche i trasporti stradali sono importanti e saranno oggetto di richiesta. Per il trasporto ferroviario si chiede la liberalizzazione del trasporto merci a India, Brasile, Australia e Nuova Zelanda. ENERGIA Questo settore non è classificato nel GATS, perciò la sua classficiazione è parte degli obiettivi del negoziato. L'UE ha presentato una sua proposta e chiede impegni nei mode 3 e 4 visto che la modalità 1 è spesso tecnicamente impossibile. L'UE non chiede un impegno completo perché il settore energetico è molto regolato e con molte limitazioni nel trasporto e distribuzione. SERVIZI AMBIENTALI Secondo l'UE, si tratta di un mercato del valore annuo di 280 miliardi di dollari, che nel 2010 potrebbe valerne 640, secondo una crescita dell'8% annuo. Il che la porrebbe allo stesso livello dei settori farmaceutici e delle information technologies industries. Solo 48 Membri hanno preso impegni al termine dell'UR, mentre il mercato UE è definito sostanzialmente aperto. Obiettivi: (a) ridurre le barriere a minimi livelli ed aumentare i paesi impegnati. Cerchiamo un impegno completo in tutti i sottosettori. (b) invito ai Partner a scrivere le loro liste di impegno facendo riferimento alla classificazione proposta dall'UE, che comprende: acqua potabile e acqua di scarico trattamento rifiuti solidi protezione dell'ambiente recupero e depurazione acque e terreni riduzione inquinamento sonoro protezione biodiversità e giardinaggio altri servizi (c) cerchiamo impegni in alcuni sottosettori che non sono puramente ambientali ma che sono in relazione con essi. TURISMO E RELATIVI TRASPORTI Ottenere impegno completo in tutti i sottosettori eliminando tutte le rimanenti restrizioni, in particolare eliminare richieste di residenza e nazionalità e test di conformità. Ottenere impegno nel mode 1 per agenzie di viaggio e servizi di tour operator. Nota: Il GATS definisce quattro modalità di fornitura di un servizio: Mode 1: "fornitura transfrontaliera", cioè da un paese all'altro. Come nel caso dei servizi bancari o di quelli di consultazione medica a distanza Mode 2: "consumo all'estero", come nel caso dell'utilizzo di un'università in un paese straniero Mode 3: "presenza commerciale", cioè la presenza fisica di una filiale straniera che fornisce servizi in un altro paese membro (banche, compagnie d'assicurazione). Mode 4: "presenza temporanea di persone fisiche", come insegnanti, medici, informatici che lasciano il loro paese per esercitare il mestiere all'estero.