Conclusa la lunga pausa estiva (la sede di Ginevra chiude per l'intero mese di agosto), dal 1 settembre l'attività in Rue de lausanne si è fatta frenetica. Innanzitutto si è insediato il nuovo direttore generale,il tailandese Supachai Panitchpakdi, che ha già designato i suoi quattro vice (vedi approfondimento in coda a questa newsletter).
Ma soprattutto, ad un anno esatto dal prossimo incontro ministeriale programmato dal 10 al 14 settembre 2003 a Cancun in Messico, si fanno i conti sull'andamento del piano di lavoro stabilito nel novembre scorso a Doha.
Il vertice in Qatar diede l'avvio al Doha Development Round, fissando la fine del 2004 come termine dei negoziati e pensando al vertice di Cancun come punto mediano per analizzare i progressi ed affrontare gli eventuali ostacoli.
L'avvio dei negoziati è stato lento, ma in linea con gli standard WTO (l'Uruguay round venne annunciato nel meeting ministeriale di Ginevra nel 1982, ufficialmente avviato il 20 settembre 1986 e concluso con la firma a Marrakesh il 15 aprile 1994) ed il programma da qui al settembre prossimo è ricco di impegni e di difficoltà.
I negoziati che paiono procedere meglio sono quelli relativi al commercio dei servizi (GATS). La fase di presentazione delle richieste è terminata ed ora il negoziato multilaterale sui servizi è entrato nella fase centrale. i vari Paesi stanno attentamente studiando le richieste che hanno ricevuto, per formulare le loro controproposte entro il marzo 2003.
L'Unione Europea, come ampiamente detto nei precedenti notiziari, ha presentato richieste a 109 Paesi e sino a luglio ne aveva ricevute 19. Questi documenti sono assolutamente riservati perciò le richieste ricevute si possono desumere solo dai vaghi comunicati stampa ufficiali dei ministeri competenti e da qualche voce di corridoio.
Il nostro ministero ha commentato così le richieste ricevute: "l'ampio spettro dei settori coinvolti, nonché la portata delle richieste di liberalizzazione che stiamo ricevendo dagli altri partner OMC, le quali toccano direttamente gli interessi nazionali, è tale da richiedere l'immediato avvio di un delicato lavoro d'analisi a sostegno della seconda fase del negoziato e fino alla definizione dell'offerta comunitaria, al fine di pervenire ad una posizione nazionale su tutti i settori coinvolti"
Pare che le richieste ricevute interessino i servizi postali e i corrieri, il settore energia, i servizi audio-visivi e i servizi marittimi.
Ma la maggior parte delle richieste sono di tipo orizzontale, cioè relative a tutti i settori indistintamente e tendono ad ottenere un più ampio accesso al mercato europeo, ad una maggiore applicazione del trattamento nazionale (stesso tratatmento per fornitori nazionali ed esteri), alla riduzione dei sussidi, ad una maggiore trasparenza e una semplificazione degli obblighi amministrativi.
Molte sono le richieste per l'abolizione delle eccezioni sinora applicate dall'UE alla clausola di nazione più favorita e per una maggiore apertura al movimento temporaneo di lavoratori esteri, la cosiddetta quarta modalità in cui il GATS definisce la tipologia di fornitura di un servizio; molti Paesi chiedono che tali permessi non valgano solo per personale altamente qualificato ma anche per "semi-skilled workers", per "trainees" e per "indipendent contractual service suppliers". Inoltre si chiede che il riconoscimento della qualificazione professionale fatta da un Paese (membro dell'UE) valga automaticamente per tutti gli altri.
Riguardo ai settori, vi sono richieste che interessano i servizi giuridici e contabili, quelli medici, I servizi professionali relativi alla costruzione delle infrastrutture (architettura, ingegneria) e i servizi per le aziende, soprattuto revisiori dei conti e consulenti.
Nei servizi legati alla distribuzione le richieste interessano il settore automobilistico (attualmente l'UE mantiene delle eccezioni alla vendita all'ingrosso di auto e loro parti); il settore istruzione, relativamente alla "higher education" e alla "adult education".
Inoltre visto che l'UE ha chiesto a tutti la liberalizzazione del servizio di distribuzione di acqua potabile ha ricevuto la stessa richiesta dai suoi partner.
Gli atri gruppi di lavoro invece stanno procedendo più lentamente.
A cominciare da quello che si occupa di Agricoltura. Recentemente a dare una scossa ci hanno pensato gli USA presentando (il 25 luglio) una proposta molto aggressiva, ma proprio per questo, poco convincente visto il recente piano di aiuti agricoli varato dal Congresso Statunitense. In sostanza gli USA chiedono l'eliminazione dei sussidi all'esportazione nel giro di cinque anni, la fine delle "state-trading enterprises", compagnie statali che commercializzano prodotti agricoli, una riduzione delle tariffe che porti al 25% i massimi tariffari, l'espansione dell'utilizzo delle quote tariffarie (meccanismi di quote a cui corrispondono diverse percentuali di dazi doganali) e l'eliminazione delle misure di salvaguardia (che permettono ad un paese il blocco temporaneo delle importazioni in determinate condizioni).
Riguardo ai sussidi domestici la richiesta USA è drastica prevedendo di condurre le misure attualmente classificate nella blue box (misure tollerate) nella amber box (misure che i Paesi devono eliminare). La proposta, come detto, ha un po sorpreso i partner e sollevato divergenti opinioni, all'UE, comunque, non è particolarmente piaciuta, tant'è che il Commissario Franz Fisher ha commentato che non si tratta delle migliori basi per giungere a un compromesso nei negoziati ("not a very good basis to find a compromise in the negotiations").
Prima di Cancun sono tre i momenti critici che dovranno essere affrontati: la fine di marzo, quando dovrà essere trovato un accordo sulle modalità di conduzione dei negoziati agricoli; il termine di presentazione delle "offerte" nel settore dei servizi (sempre fine marzo 2003) ed il periodo marzo-giugno quando si spera di concordare le modalità anche per negoziare la riduzione delle tariffe per i prodotti industriali.
Se questi tre eventi saranno rispettati, Cancun si troverà nelle migliori condizioni per spronare un'accellerazione nei negoziati e buttare nella mischia i nuovi temi tanto amati dall'UE: investimenti, appalti governativi, regole di facilitazione al commercio e regole di concorrenza.
Riguardo agli investimenti, si nota un crescente impegno diplomatico e un documento riservato del Governo canadese, scoperto da "Council of Canadians" , rivela che anche il Canada è pronto a lanciare i negoziati a Cancun e rivela il suo impegno nel convincere i PVS della necessità di un accordo multilaterale sugli investimenti.
(maggiori informazioni su http://www.canadians.org/display_document.htm?COC_token=024RH24&id=452&isdoc=1&catid=66 )
Proprio oggi (13 settembre) 40 Ong di tutt'Europa lanciano un appello per chiedere in particolare ai governi ed alla Commissione Europea di abbandonare le loro proposte per iniziare i negoziati sugli investimenti nel quadro della WTO e di creare invece un nuovo sistema di regole multilaterali per le compagnie multinazionali, incluse delle regole vincolanti sulle loro responsabilità sociali e ambientali (corporate accountability) nel quadro delle Nazioni Unite.
(La dicharazione delle Ong e la lista completa dei sostenitori si trova sul sito http://www.s2bnetwork.org )
Solo parole invece riguardo al trattamento dei PVS, di cui tante parole erano state spese a Doha.
Ma è soprattutto il negoziato per il rinnovo dell'Accordo agricolo a rappresentare la vera sfida, poiché è il tema che interessa maggiormente i paesi in via di sviluppo, 70/80 % della membership WTO non dimentichiamolo. Senza risultati in questo settore potrebbe diventare difficile procedere sugli altri tavoli di trattativa.
Per fare il punto della situazione, un anno dopo Doha, il 14-15 novembre 25 ministri del commercio di troveranno in Australia, a Sidney, ospiti del ministro Mark Vaile. Si tratterà di una riedizione dei "Mini-Ministerial" organizzati per preparare Doha e considerati una "green room" allargata, invenzione di Mike Moore, direttore generale uscente, impegnato ora a completare il suo libro di memorie sui tre "avventurosi" anni a Ginevra.
Roberto Meregalli
Chi è Supachai Panitchpakdi ?
E' un ex primo ministro tailandese, che ha ricoperto svariati incarichi di governo nel suo Paese. La sua candidatura tre anni or sono non piacque molto agli Stati Uniti che preferivano l'ex direttore generale Mike Moore. In questi tre anni di attesa, si è distinto per molte dichiarazioni discordanti da quelle del suo predecessore. E' stato spesso critico verso i metodi del WTO, giudicando negativamente anche quanto avvenne a Doha, lo scorso anno.
In particolare ha promesso il suo impegno per favorire la partecipazione dei paesi in Via di Sviluppo e per ridurre l'influenza dei gruppi imprenditoriali a Ginevra.
I quattro vice che ha nominato sono:
l'inglese Roderick Abbott,
l'americano Rufus H. Yerxa,
il keniano Kipkorir Aly Azad Rana e
il brasiliano Francisco Thompson-Flores.
Il primo è attualmente vice direttore della Direzione generale del Commercio dell'Unione Europea.
Dal suo curriculum, emege la figura di un negoziatore esperto, avendo iniziato a frequentare l'ambiente negli anni '60 durante il Kennedy round. Per l'Unione Europea ha partecipato a tutte e quattro le conferenze ministeriali del WTO, ed in precedenza, ai meeting del 1982 e del 1984 del GATT.
Anche il keniano Kipkorir Aly Azad Rana vanta un passato ricco di esperienze diplomatiche. Ma oltre che in ambito WTO, dove ha coordinato le delegazioni africane fra il 1999 e il 2001, e partecipato al vertice di Seattle nel 1999, è stato rappresentante del suo Paese presso l'ONU.
Francisco Thompson-Flores è invece l'attuale ambasciatore brasiliano in Uruguay.
In passato è stato ambasciatore anche a Londra, Bruxelles, Washington, Buenos Aires, Bonn e presso la Santa Sede.
Ma non manca di esperienza come negoziatore commerciale, avendo partecipato alla fondazione del Cairns Group (il gruppo dei maggiori esportatori di prodotti agricoli) , del Mercosur, e dell'accordo per l'area di libero scambio delle americhe.
Infine Rufus H. Yerxa, diplomatico della direzione del commercio statunitense sia con l'amministrazione repubblicana che con quella democratica.
Dal 1989 al '93 ha rappresentato gli USA nel GATT. Ha partecipato al completamento dell'accordo NAFTA e all'approvazione da parte del Congresso degli accordi scaturiti dall'Uruguay Round.
Oltre a questi incarichi governativi, durante gli anni '90 ha lavorato preso la Akin Gump Strauss Hauer & Feld (http://www.akingump.com), uno dei più grossi studi legali statunitensi che vanta un migliaio di avvocati impegnati nelle varie sedi (Bruxelles, Mosca, Londra eccetera) a sostenere le ragioni delle imprese clienti.
Durante il meeting di Seattle guidò il comitato europeo della Camera di Commercio Americana (http://www.eucommittee.be/Pages/fsprof.htm), "The Voice of American Business in Europe", che porta avanti gli interessi di 140 multinazionali americane presso le istituzioni dell'Unione Europea.
Nel gennaio 2000 entrò nel Consiglio Direttivo di Europabio, l'associazione che riunisce una quarantina di società bioteconologiche ed ha fatto parte del Consiglio direttivo della Monsanto Europe.