E' stata fumata nera a Ginevra nel conclave ministeriale convocato da Pacal Lamy come ultima spiaggia per salvare il Doha Round.
Nel tardo pomeriggio di sabato 1 luglio, i ministri hanno gettato la spugna, dopo tre giorni in cui a quanto pare, non hanno fatto altro che rinfacciarsi colpe e responsailità tanto che l'indiano Kamal Nath si è detto disgustato dell'atteggiamento di alcuni ministri.
In conferenza stampa Lamy ha detto che non ci sono stati passi avanti e pertanto i collloqui sono in crisi ma che non è (ancora) una situazione da panico.
Il Consiglio che sovraintende tutti i negoziati gli ha conferito il mandato di fare da facilitatore e catalizzatore di un possibile accordo da raggiungere nelle prossime settimane, preferibilmente entro la fine del mese di luglio.
Insomma quella che ormai tutti ipotizzavano si è realizzato: sarà il direttore generale del WTO a tentare di salvare il ciclo di negoziati e, con essi, il WTO stesso dal fallimento.
Si parla di due settimane per trovare un accordo fra i sei principali attori (USA, Ue, Brasile, India, Giappone, Nuova Zelanda), e di altre due per farlo digerire al resto dell'Organizzazione.